0 Shares 154 Views
00:00:00
22 Sep

Lavoro, ministro Poletti: “Il lavoro lo si trova giocando di più a calcetto”

Gianfranco Mingione - 28 marzo 2017
Gianfranco Mingione
28 marzo 2017
154 Views
Giuliano-Poletti-giovani-lavoro

Il lavoro? Cercatelo al calcetto. Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, in un incontro con gli studenti dell’istituo Manfredi Tanari di Bologna, ha provato a spiegare la sua idea di ricerca del lavoro nell’era 2.0: “Il rapporto di lavoro – ha affermato il ministro – è prima di tutto un rapporto di fiducia. È per questo che lo si trova di più giocando a calcetto che mandando in giro dei curriculum”.

Poletti strumetalizzato o poco incline all’uso della comunicazione in politica? Le parole del ministro non sono piaciute a tutti, con i deputati Cinque Stelle che reputano tale affermazione “un calcio in faccia ai molti giovani disoccupati: ormai è da cartellino rosso”. Dal Pd, il suo partito, è Antonio Misiani a giudicare “discutibili le affermazioni del ministro, soprattutto se pronunciate da chi di lavoro si deve occupare istituzionalmente: se Poletti voleva fare dell’ironia, l’hanno capita veramente in pochi”.

Poletti replica alle critiche. In serata arriva la nota di replica del ministro, con la quale afferma: “Vedo che si stanno strumentalizzando alcune frasi che ho pronunciato in occasione di un incontro con gli studenti di una scuola di Bologna per parlare di alternanza scuola-lavoro e che gli studenti hanno compreso e condiviso nel loro significato. Per questo voglio chiarire che non ho mai sminuito il valore del curriculum e della sua utilità. Ho sottolineato l’importanza di un rapporto di fiducia che può nascere e svilupparsi anche al di fuori del contesto scolastico. E quindi dell’utilità delle esperienze che si fanno anche fuori dalla scuola”.

Inviare Cv una vana impresa? L’incontro si è svolto per discutere dell’alternanza scuola-lavoro, una fase nella quale, secondo il ministro, “i rapporti che si instaurano fanno crescere il tasso di fiducia e quindi le opportunità lavorative”. Gli studenti hanno posto al ministro domande sugli stage previsti nel corso del triennio delle medie superiori ed alcuni di loro hanno anche raccontato le loro esperienze non positive. Poletti, al riguardo, ha riposto agli studenti “intanto vedi un mondo”, lasciando prefigurare quanto per il lui sia importante la rete reale e non virtuale, quella fatta di incontri. Insomma, oltre le parole del ministro, è utile ribadire che inviare i curriculum vitae è ancora importante quanto lo è uscire di casa e fare esperienze lavorative anche diverse dal proprio percorso di studi.

(Foto: L’Unità)

Loading...

Vi consigliamo anche