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Legge di Stabilità 2016: lavoro, tasse, settima salvaguardia per esodati, cosa cambia

Gianfranco Mingione - 15 ottobre 2015
Gianfranco Mingione
15 ottobre 2015
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E’ atteso per oggi alle 12.30 il via libera alla Legge di Stabilità che dovrà essere presentata alla Commissione Europea e all’Eurogruppo entro il 15 ottobre prossimo. La manovra si aggira attorno ai 27 miliardi e comprende molti capitoli importanti, come quelli riguardanti il lavoro, il taglio delle tasse, la settima salvaguardia per gli esodati e altro ancora. Ecco una loro sintesi:

Sale la soglia di pagamento in contanti: la soglia di pagamento con i contanti salirà dagli attuali 1000 euro (governo Monti), ai 3000 euro. Il governo vuole modificare la soglia al fine di sostenere i consumi, con buona pace dell’ala dura del Partito Democratico, che vede in tale misura il rischio di abbassare l’attenzione nei confronti dell’evasione fiscale.

Opzione donna e part-time per gli over 63. La riforma delle pensioni è stata rinviata al 2016 ma per le lavoratrici e chi è ad un passo dalla pensione arrivano l’estensione dell’opzione donna e il nuovo part-time per gli over 63. In tutto il governo dovrebbe stanziare 2,5 miliardi in tre anni per prolungare l’opzione donna e mettere in prova il nuovo part-time per i prossimi tre anni.

Settima salvaguardia per gli esodati. Il numero da tutelare con l’ultima salvaguardia si riduce a circa 24.000 dai 50.000 stimati in precedenza.

Stretta sui costi della sanità pubblica. Il fondo sanitario nazionale si fermerà a 111 miliardi e non salirà ai previsti 113 miliardi. La riduzione implicherà una stretta sull’applicazione dei costi standard per gli acquisti.

Stop Tasi e Imu dal 2016. Tema caro agli italiani è anche quello delle tasse che, dal 2016, dovrebbero diminuire. Punto importante della manovra è proprio il taglio delle tasse sulla prima casa che costa circa 5 miliardi, comprese Imu e Irap agricola (850 milioni) e imu sugli imbullonati ancora non definito (questi ultimi sono i macchinari e gli impianti fissi utilizzati dalle imprese, ndr.). I comuni saranno compensati ma senza aumenti di tasse sulle seconde case.

Riduzione dell’Ires? Le imprese dovrebbero avere una diminuzione del versamento dell’Ires (l’imposta sul reddito delle società): si dovrebbe passare dall’attuale 27,5 al 23 per cento.

Bonus lavoro. Sparirà gradualmente l’incentivo a favore della assunzioni a tempo indeterminato. Il bonus sarà progressivamente ridotto nell’importo e nella durata per scomparire nel 2018.

Sblocco lavori per il Sud. Il rilancio del meridione dovrebbe passare dallo sblocco delle opere pubbliche (fino a 10 miliardi grazie alla flessibilità concessa dall’UE). Un piano che dovrebbe prevedere anche incentivi per i neoassunti.

Rinnovo contratti pubblici. Al rinnovo dei contratti del comparto pubblico saranno destinati circa 3-400 milioni, sebbene tale cirfra sia stata definità insufficiente dai sindacati.

(Immagine: www.wilditaly.net)

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