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Arrow finirà con la quinta stagione?

Teresa Soldani - 14 novembre 2016
Teresa Soldani
14 novembre 2016
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In una recente intervista con Entertainment Weekly, Stephen Amell, star della serie Arrow ed il produttore esecutivo Marc Guggenheim, hanno parlato del futuro della serie dopo la quinta stagione attualmente in onda in America.

Per quanto lo show abbia avuto un percorso turbolento, soprattutto lo scorso anno, la serie – tratta dal fumetto della DC Comics – che racconta la storia di Oliver Queen, un miliardario viziato e scansafatiche che torna nella propria città, dopo cinque anni trascorsi in un’isola sulla quale è naufragato, trasformato in un vigilante, ha certamente il merito di essere la capostipite di un nuovo genere televisivo. Dopo Arrow, infatti, sono stati prodotti anche The Flash, Legends of Tomorrow e Supergirl e altri network hanno cavalcato l’onda del successo attingendo a piene mani all’incredibile bacino di storie offerte sia dalla Marvel che dalla DC Comics, creando nuove serie legate al mondo dei fumetti e levando, di fatto, al cinema l’esclusiva sulla narrazione di questo genere di storie.

Come capostipite di questo nuovo trend, Arrow ha sicuramente sia il merito, che la sfortuna, di aver sperimentato molto nel corso dei suoi cinque anni di messa in onda, trattando diversi argomenti che non sempre hanno incontrato il favore del pubblico. La serie è tuttavia rimasta costante nel suo percorso narrativo quando si è trattato di raccontare la storia del suo protagonista, associata ai cinque anni che Oliver Queen ha trascorso tra l’isola di Lian Yu e altre parti del mondo, per diventare il Green Arrow che oggi tutti conosciamo. In molti si sono quindi posti la legittima domanda su cosa accadrà alla serie una volta trascorsi questi cinque anni: Arrow dovrebbe continuare o, per coerenza con la sua storia, la produzione della serie dovrebbe fermarsi? La quinta stagione, dopotutto, sarebbe ideale per concludere il suo percorso, poiché – con quest’anno – si chiuderebbe l’ideale cerchio narrativo iniziato il primo anno: le esperienze del passato hanno fatto di Oliver Queen l’uomo che è adesso, un eroe che protegge la propria città di notte e un sindaco di giorno, una persona completamente diversa dall’assassino apparentemente senza scrupoli che gli autori avevano mostrato al pubblico nella prima stagione, che cosa ci resta quindi ancora da vedere? Secondo il produttore esecutivo e co-creatore dello show, Marc Guggenheim, Oliver Queen ha ancora molto da raccontare:

Una delle cose che abbiamo sempre detto nello show è che Oliver è un ipocrita, non è un buon leader e prende pessime decisioni. Questo fatto ci ha fornito materiale per raccontare molte storie. Nella quinta stagione, tuttavia, stiamo mostrando le conseguenze morali di tutto ciò che Oliver ha fatto nel corso della serie. Tutto quello che abbiamo cercato di fare in cinque stagioni è stato costruire la nostra storia, la nostra lunga storia, perché è qualcosa che non tutti gli show hanno l’opportunità di fare.

 

Proprio per quanto concerne l’ipocrisia a cui Guggenheim fa riferimento, nel prossimo episodio in onda in America mercoledì 12 novembre, vedremo Oliver confrontarsi con un nuovo personaggio mascherato,il Vigilante, qualcuno che si comporterà in maniera molto simile a come si comportava lui ai tempi della prima stagione e verso il quale Oliver non dimostrerà tuttavia particolare comprensione.

Il tema della di questa stagione, come è stato ampiamente anticipato, è quello dell’eredità, “una parola che abbiamo usato spesso quest’anno, in cui stiamo guardando al passato per andare verso il futuro, proprio come nel caso del nuovo cattivo di stagione, Prometheus, una nemesi di Oliver che esiste proprio a causa di ciò che lui ha fatto nel passato.” Questa stagione è un ritorno alle origini della serie, soprattutto dopo lo scorso anno, in cui la magia di Damien Darhk (Neal McDonough) ed il modo in cui è stata in parte raccontata la storia d’amore tra Oliver e Felicity Smoak, alias Overwatch (Emily Bett Rickards), hanno portato non poca frustrazione nel fandom, un sentimento condiviso in parte anche dal protagonista Stephen Amell, il quale ha confessato di non aver sempre condiviso la direzione creativa presa dalla serie l’anno passato.

Ogni giorno metto nel mio lavoro anima e corpo, ma – allo stesso tempo – esiste, in ogni relazione, un momento in cui si realizza qualcosa di importante e questa cosa a me è successa a metà della quarta stagione, nella quale sentivo che avevamo perso alcune cose per strada, motivo per cui dovevamo davvero tornare a fare del nostro meglio nella quinta stagione. La visione originale di Arrow è stata cambiata ed estesa per supportare ed aiutare l’introduzioni di altri nuovi show, il che è una meravigliosa opportunità. Ora dobbiamo però fare quello che sappiamo fare meglio, ci sono delle strade che Legends, FlashSupergirl, basandosi sulla natura più fantastica dei loro show, possono intraprendere, mentre ci sono delle cose che solo noi possiamo fare. Il nostro è uno show che parla della quotidiana lotta al crimine nelle strade e diamo il meglio quando ci concentriamo su questo tema.

Con queste premesse, ha sottolineato anche Guggenheim, è importante specificare come, anche se ci stiamo avvicinando alla conclusione della trama legata ai flashback, Arrow non rischia assolutamente la cancellazione. Sebbene gli ascolti siano in calo rispetto allo scorso anno, lo show resta infatti uno dei programmi più visti di The CW e anche secondo Amell ha ancora molto da raccontare:

Credo davvero che questa stagione sia una sfida per noi o facciamo quello che sappiamo fare meglio o torniamo a casa. Se riusciamo a trovare quella formula magica, che non è la magia, ma sono semplicemente il duro lavoro e lo sfruttare i nostri punti di forza, allora lo show può andare avanti ancora a lungo.

La quinta stagione di Arrow va in onda negli Stati Uniti ogni mercoledì su The CW.

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