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23 Sep

Stati Uniti: hostess salva una ragazza vittima del traffico di esseri umani

Emanuele Calderone - 7 febbraio 2017
Emanuele Calderone
7 febbraio 2017
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Assistente di volo americana salva ragazza dalla tratta di esseri umani

È ormai dal 2009 che gli assistenti di volo, negli Stati Uniti, vengono appositamente addestrati a riconoscere se qualcuno dei passeggeri si trovi in volo in quanto vittima di traffico di esseri umani. Al 2008, secondo stime ufficiali delle Nazioni Unite, tale traffico interessava, purtroppo, qualcosa come 2,5 milioni di persone, provenienti da 127 differenti nazioni.

Sheila Frederick, una 49enne assistente di volo, ha mostrato quanto efficiente sia questo addestramento, salvando una ragazzina, di età compresa tra i 14 e i 15 anni, che stava volando sull’aereo sul quale stava lavorando. La donna si è subito insospettita quando ha notato che la giovane, esteticamente molto trascurata, era in compagnia di un uomo, attorno ai 50 anni di età, vestito molto bene. Non appena Sheila ha provato a comunicare con entrambi, si è trovata davanti a un muro; a questo punto ha deciso di lasciare un bigliettino nel bagno alla ragazza, la quale in seguito ha richiesto esplicitamente aiuto. È stato a questo punto che la crew di volo ha subito avvertito la polizia di San Francisco che, non appena l’aereo è atterrato, ha provveduto ad arrestare l’uomo, salvando dunque la ragazza.

Frederick ha dichiarato a 10 News “Ero sicura che ci fosse qualcosa di strano. Lui era ben vestito e molto curato, mentre la ragazza era triste e spettinata”.

Insomma, una storia finita fortunatamente nel migliore dei modi per la giovane, ma che mostra quanto questo fenomeno sia diffuso anche in paesi generalmente considerati un esempio da seguire. I dati del traffico di umani negli U.S.A. Rimangono ad oggi estremamente preoccupanti, poiché dal 2016 la polizia ha già arrestato 2000 trafficanti, salvando allo stesso tempo 400 persone destinate alla schiavitù.

[fonte articolo: ilmessaggero.it, independent.co.uk, ilmattino.it]

[foto: syri.net]

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