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Il nuovo Guggenheim ad Abu Dhabi pronto per il 2022

Martina Manoni - 12 maggio 2019
12 maggio 2019
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museo Guggenheim ad Abu Dhabi

Il nuovo Guggenheim ad Abu Dhabi sarà pronto tra 10 anni, la conferma arriva dal presidente della fondazione americana. Questo sarà il terzo museo aperto in 3 anni nella metropoli araba dopo il Louvre di Nouvel e lo Zayed National, di Foster, atteso per il 2020. Si tratta di un progetto annunciato quasi 12 anni fa, ma ora la conferma arriva da Richard Anderson, direttore della Guggenheim Foundation. Il direttore non ha ancora svelato una data di apertura precisa, ma ha lasciato intendere che i lavori potrebbero essere conclusi nel giro di 4 anni al massimo. Il nuovo Guggenheim ad Abu Dhabi sta per diventare finalmente realtà.

Museo Guggenheim ad Abu Dhabi nella Città dei Musei

Il nuovo museo Guggenheim ad Abu Dhabi sarà aperto nel 2020, con un ritardo di ben 10 anni a causa dell’andamento un po’ altalenante del petrolio. Il museo sarà costruito sulla punta nordoccidentale dell’isola Saadyat, circondato per tre parti dall’acqua del Golfo e sarà il Guggenheim più grande in assoluto per superficie espositiva.

Come il Louvre Abu Dhabi di Jean Nouvel, che è stato aperto nel novembre 2017, e il futuro Museo Nazionale Zayed National Museum, entrambi progetti conclusi con ritardo rispetto alle previsioni, anche il nuovo Guggenheim di Abu Dhabi farà parte del complesso culturale dell’isola gestito dalla Tourism Development & Investment Company (TDIC) degli Emirati. Le monarchie del Golfo puntano dunque a diversificare le loro economie cercando di attirare più turisti dall’occidente con un’offerta culturale di alto livello.

Polemiche per il Guggenheim ad Abu Dhabi, lavoratori sfruttati

Attorno al progetto del Gugghenheim non sono mancate le polemiche, che riguardano lo sfruttamento del lavoro. Lo stesso direttore del museo, Thomas Krens, che nel 2006 aveva concluso l’accordo con gli emiri, ha poi espresso le sue idee. Circa l’85% dei dieci milioni di residenti negli Emirati sono stranieri, quasi tutti operai provenienti dall’Asia sudorientale. Secondo quanto riportato dagli attivisti per i diritti umani, queste persone lavorano in condizioni forzate e disumane.

Armstrong aveva detto che la Fondazione “condivide l’impegno per la salvaguardia delle condizioni di chi costruirà il museo“, ma aveva aggiunto anche che “data la complessità globale del problema e la natura del Guggenheim come istituzione culturale, le nostre risorse sono meglio in un lavoro di coordinamento con le autorità sugli obiettivi condivisi del Guggenheim Abu Dhabi“.

[Foto: http://museumsofarchistars.altervista.org]

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