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Malattia all’estero: cosa fare per il lavoro?

dgmag - 5 dicembre 2018
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5 dicembre 2018
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Malattia all’estero: cosa fare?

In caso di malattia all’estero, la procedura da seguire è differente rispetto a quella italiana. L’INPS quindi ha fornito una guida per chi necessita di assistenza.

Malattia all’estero: cosa fare?

Sei un lavoratore e sei momentaneamente all’estero? Niente paura. In caso di soggiorni all’estero i lavoratori, come è ovvio che sia, conservano tutti i diritti e quindi anche l’indennità da malattia. La prima cosa da fare è chiaramente certificare la malattia. E’ necessario avere un documento che attesti la patologia e che risponda in pieno alla normativa dell’UE. Deve quindi contenere i dati previsti dall’Italia come dati anagrafici, prognosi, diagnosi, indirizzo di reperibilità dove far andare a visita il medico, data, timbro e firma del medico. Chiaramente tale documentazione deve rispettare le linee guida del paese in cui viene emessa ma comunque essendo in linea con quanto previsto dalla legge italiana.

La malattia può insorgere quando si è all’estero. Ufficialmente sono previste tre categorie: malattia insorta in un paese dell’Unione Europea, malattia insorta in un paese che non fa parte dell’UE ma che ha accordi stipulati appositamente per tale motivo oppure ancora paese extra UE che non ha alcuna accordo o convenzione con l’Italia. Questo ultimo punto risulta essere il più dolente ma non certamente impossibile per quanto riguarda il sistema legislativo.

Cosa fare in caso di malattia?

Nel caso in cui si verifichi una malattia mentre si è all’estero, per ricevere l’indennità di malattia, bisogna rivolgersi al medico del paese in cui si soggiorna. Lui dovrà dichiarare l’incapacità a lavorare in quel periodo. Il certificato, compilato in ogni sua parte, deve poi essere trasmesso entro due giorni alla sede INPS territoriale di competenza. Anche il datore di lavoro deve ricevere il certificato; se si tratta di un giorno festivo il tutto slitta al giorno seguente. Per inviare lo stesso è necessario un indirizzo email o un fax.

La trasmissione di tale documentazione è la stessa anche nel caso di permanenza in uno Stato che non fa parte dell’Unione Europea ma che ha accordi con l’Italia. È bene chiarire che quasi tutti i paesi hanno accordi con l’Italia su questa tematica quindi si può stare sereni.

Nel caso invece di un paese che non rientra nell’Unione Europea e che non ha alcun tipo di accordo, l’indennità può essere corrisposta. Ciò avverrà solo dopo la presentazione all’INPS del certificato originale, attraverso la rappresentanza diplomatica o un console. Questo sistema è chiaramente più articolato. Alcuni paesi che non hanno accordi sonom tra gli altri:

  • Albania
  • Burundi
  • El Salvador
  • Turchia
  • Ucraina

Chiunque voglia recarsi all’estero durante la malattia, quindi, deve comunicarlo all’INPS per non perdere la tutela.

[Foto: www.altroconsumo.it]

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