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Viaggi in aereo: conoscere l’overbooking e imparare ad evitarlo

LaRedazione - 19 dicembre 2018
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Viaggi in aereo, Overbooking

Hai mai sentito parlare di overbooking? Se sei un viaggiatore seriale e se frequenti spesso aerei e aeroporti, probabilmente sì.

Cosa è l’overbooking?

La sovraprenotazione, dall’inglese, appunto, overbooking, è una pratica molto diffusa tra compagnie aeree (ma anche tra hotel e teatri, bus e compagnie private di trasporti) che prevede di vendere più biglietti/posti di quanti non ne possa contenere l’aereo al fine di minimizzare le perdite e aumentare il più possibile i guadagni.

Questa pratica si colloca tra le strategie di così detto revenue marketing e si affida a calcoli statistici abbastanza precisi in merito al numero di no show, altro inglesismo tecnico che indica il numero di persone che non si presentano al gate per i motivi più disparati.

Questi calcoli, fatti dai mezzi di ogni compagnia, calcolano il possibile numero di no show sulla base di statistiche e medie degli anni precedenti, delle oscillazioni di mercato, del periodo dell’anno e della destinazione e la cosa più interessate è che nel 90% e oltre dei casi prevedono esattamente quanti biglietti in più si possono vendere riuscendo a non lasciare a terra nessuno a causa di overbooking.

Ma che cosa accade invece ai viaggiatori, nei pochi casi in cui i mezzi di previsione sbagliano e tutti i passeggeri che hanno prenotato il volo si presentano al gate?

Prima di tutto la compagnia, attraverso il personale di terra, annuncia l’overbooking. Quindi, chiedendo scusa per il disagio, chiede se ci sono dei volontari disposti a rinunciare al volo in cambio del riposizionamento su un volo successivo e del rimborso totale del biglietto.  

Se non ci sono volontari, allora sarà la compagnia a scegliere, partendo in genere da chi è ultimo alla fila di imbarco, oppure dai viaggiatori soli, evitando di dividere gruppi e famiglie, chi non ha carte fedeltà con la compagnia, chi ha pagato di meno il volo.

Attenzione: anche se ti viene negato l’imbarco dalla compagnia questa ha il dovere di offrirti un volo alternativo, il rimborso del volo e anche un indennizzo per il disagio causato dall’overbooking. Questo indennizzo si calcola, secondo il regolamento europeo CE 261/2004, con gli stessi criteri relativi ai rimborsi per il ritardo, cioè con un risarcimento che va dalle 200 alle 600 euro proporzionalmente alla lunghezza della tratta da percorrere e dal ritardo accumulato tra il volo da prendere in partenza e quello sul quale si viene riposizionati.

È posibile consultare il sito di AirHelp per calcolare a quanto ammonta il proprio diritto risarcitorio in caso di un negato imbarco a causa di overbooking: inserendo i dati del proprio volo e altri piccoli dati sarà possibile conoscere in pochi secondi a quale risarcimento si ha diritto.

come conoscere overbooking

Ci sono delle strategie per evitare l’imbarco negato in caso di overbooking?

I viaggiatori più navigati conoscono alcune strategie per abbassare le probabilità di essere i passeggeri scelti dalla compagnia per il negato imbarco in caso di overbooking (anche se va detto che i criteri di selezione non sono gli stessi per tutte le compagnie).

Per capire come evitare l’imbarco negato partiamo da un presupposto: le compagnie, al momento della selezione dello o degli sfortunati che restano momentaneamente a terra, usano criteri atti a causare meno danni possibile sia per la compagnia che per i passeggeri.

Dunque, in primis, sceglieranno i passeggeri che hanno pagato di meno il volo, in modo tale da causare meno frustrazione nel passeggero ma soprattutto un onere di rimborso più basso per la compagnia stessa.

Dunque, una prima strategia potrebbe essere di non acquistare biglietti low cost, ma ci rendiamo conto che così facendo si rinuncia ad una risorsa certa (cioè i voli convenienti) per evitare una possibilità in realtà molto remota.

Una strategia più utile e meno svantaggiosa può essere la sottoscrizione di carte fedeltà con le compagnie con le quali viaggiamo più spesso. Infatti, tra i privilegi che molte compagnie riconoscono ai clienti più fedeli, c’è l’escluderli dall’eventualità di imbarco negato.  

Su un piano meramente strategico e logistico, è meglio non essere gli ultimi della fila al gate. Infatti, soprattutto le low cost iniziano a selezionare e proporre imbarchi negati o rinuncia volontaria proprio a partire dalla coda della fila.

Evita il fondo della fila soprattutto se viaggi da solo, perché proprio per causare meno disagio e non dividere gruppi e famiglie, le compagnie negano il volo in caso di overbooking proprio a chi è da solo. Dunque, da soli in coda alla fila del gate è una combinazione che comporta il quasi certo imbarco negato.

Sempre tra i primi selezionati per l’imbarco negato, ci sono coloro che non hanno imbarcato i bagagli e che arrivano in aeroporto senza aver fatto il check-in on line.
Anzi, a dire il vero oggi il check-in on line è una pratica talmente tanto diffusa che le compagnie considerano già come dei potenziali no show i passeggeri che, entro le due ore, non risultano ancora aver fatto il check-in.

Sempre fra le strategie logistiche in aeroporto, è consigliabile, per evitare il negato imbarco, spedire i bagagli in stiva. È probabile che la compagnia non ti selezioni per il negato imbarco per motivi logistici, perché le operazioni di imbarco bagagli nell’aeromobile hanno una ritmica a sé, ben stabilita e interromperla sarebbe problematico per tutto il volo, causando ritardi e il rischio di altri oneri di indennizzo per i passeggeri.

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